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Blu Parthenope
In una metropoli dai mille colori e dalle mille diversità, modernità e tradizione si fronteggiano giocando una partita in stallo perenne. Siamo a Napoli, città amata e odiata da chi ne respira la bellezza sfrontata, offuscata dai soprusi quotidiani che le infliggono (e autoinfliggono) i suoi abitanti. Non è facile vivere in questa metropoli schizofrenica, protesa tra le seduzioni del nuovo che avanza e quel cuore arcaico che rimane abbarbicato alle usanze, o al fatalismo greco dei partenopei. Chi ha la sensibilità di avvertire questa insanabile frattura, mimetizzata nella confusione della vita cittadina, si troverà, come la protagonista di Blu Partenope a non trovare pace né un ruolo in un mondo che la emargina pure in famiglia, bollandola come “diversa”. In realtà, Blu diversa lo è davvero, a cominciare dal proprio nome, originale quanto simbolico, oppure nella strenua difesa della propria dignità, o nella storia segreta delle proprie origini che porta inconsapevolmente con sé. Con una scrittura brillante, caustica ma per nulla superficiale, Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy trascina il lettore nelle grottesche disavventure della sua eroina, circondata da una pletora di personaggi non convenzionali e situazioni surreali degne delle nevrosi visionarie di Almodovar. Con leggerezza, vivacità ed ironia, Blu si racconta ai lettori, strappando risate agrodolci che divertono e fanno riflettere, come può fare solo una sincera lettera d’amore verso la propria città.

Domani non è un altro giorno
Asia, alle soglie dell’esame di maturità, si racconta: le ansie di adolescente, le paure, le avventure con Mary, l’amica del cuore, e con Elisa, la zia istrionica, ma soprattutto la scuola: dal ballo di Carnevale alla gita di fine anno, dalle ripicche con la nemica giurata Vittoria, alla cotta per il professore La Rissa, sosia di Clark Gable, fino alle assurde persecuzioni della professoressa di italiano, sua rivale in amore. Tra rivelazioni, segreti e colpi di scena, Asia non esita a combattere contro tutto e tutti per realizzare i suoi sogni.

Il cielo sopra Napoli
Napoli, anno 2020: un gruppo di persone parte per un volo sperimentale, con un aereo alimentato da pannelli solari. Sono otto coloro che ne faranno parte: Luna, una quarantenne con storie amorose disastrate; Irma, studentessa-stalker innamorata di un suo coetaneo; Samuel, un ragazzo con una madre ultracattolica e ossessiva; Isadora, una sessantenne con problemi con sua nuora; Maga Roxy, una cartomante in crisi di mezza età con debiti fino al collo; Loris, cantante che deve adeguarsi a un’industria musicale stereotipata; Morgana, un’adolescente che porta iella; Tancredi, un nonno vittima della non-educazione dei suoi nipoti. A questi personaggi vanno aggiunte due assistenti di volo: Eva, una hostess misteriosa, priva di pazienza che ha paura di volare e Bruna, piena d’entusiasmo e con un sorriso sempre stampato in faccia. Al centro del plot narrativo c’è la voglia di ricominciare in una società, come quella attuale, che spinge sempre più verso il conformismo più bieco. I personaggi, eterogenei fra loro, ma simili nella volontà di affermare la propria unicità, si muovono all’interno del dedalo intricato della città di Napoli, con le sue contraddizioni e le sue sfumature. Questo viaggio, quasi iniziatico, è caratterizzato da una continua ilarità, che si manifesta attraverso lo slang quotidiano dei suoi protagonisti, la cui storia prende corpo, progressivamente, attraverso i numerosi dialoghi di cui è ricco il testo. Ciascuno dei personaggi partirà lasciando in sospeso una questione personale. Ma, contro ogni previsione, succederà qualcosa che stravolgerà la vita di tutti.

L'albero di Magnolia
Demetra è una quarantacinquenne di oggi, schiacciata tra il sogno di realizzare il suo talento di scrittrice e le incombenze della casa, del suo terreno e della problematica famiglia: il suo complicato interagire con una madre dal carattere forte e desiderosa d’attenzioni, con un fratello ed una cognata avidi e con una sorella vittima del culto dell’immagine. Completa il quadro il difficile rapporto con il suo ex fidanzato storico, Ettore, e la sua ingombrante madre Endora. Marco Iannaccone torna con un nuovo romanzo e lo fa col suo inconfondibile stile divertente, ironico e surreale che evidenzia un’acquisita maturità stilistica. L’autore affronta, tra l’altro, tematiche importanti che, prepotenti, emergono al di sotto di una narrazione semplice e diretta: la difesa della Terra, il rispetto delle diversità, lo spietato mondo del lavoro, i valori fondanti della famiglia e del riconoscersi umani nello specchio dell’altro. E parla anche della scrittura, con l’autore che indaga, attraverso la protagonista, la sua stessa letteratura. Un libro da leggere tutto d’un fiato, capace di lasciare stupefatti ed elettrizzati ad ogni trovata, fino al finale commovente e inaspettato. Demetra, e tutti gli altri personaggi di questo vivido affresco, vi entreranno nel cuore per cantarvi la melodia più bella: la gioia di essere al mondo e il dovere di starci bene.

La smorfia di Alice
Alice ha 47 anni e una vita molto problematica ma ha una grande forza d’animo, piena di vita, di amore, di voglia di cambiare. E’ come la sua amata città, Napoli: vinta, ma mai domata. E, come Napoli, riuscirà a risorgere, partendo anche da quel pizzico di esoterismo (i sogni rivelatori, i numeri della smorfia, le figure folcloristiche) che sono una delle cifre che connotano il popolo partenopeo. Marco/Scarlet ha concepito questa storia estraendo i numeri di una tombola. Ne è venuto fuori un romanzo godibile quanto una favola in musica, ricco di colpi di scena, soluzioni fantasiose e deliranti, trovate comiche, in cui un coro variopinto di donne canta le difficoltà delle relazioni con le proprie madri e i figli, con gli uomini, con le altre donne amiche o rivali, con la società tutta. Non senza riflettere, tra le pieghe di un sorriso che si fa amaro, su temi gravi come la violenza di genere che affonda le sue radici nel maschilismo tante volte promulgato dalle stesse donne, o le estorsioni che hanno soffocato le risorse e la produttività di grandi metropoli come Napoli. Carlo Alfaro

Le sibille svelate
Come le carte di un’antica arte divinatoria, compaiono i personaggi ammalianti di questo romanzo. Lara è una signora di quasi 50 anni, fotografa di talento, vedova e madre di un’adolescente, Daria, con due genitori anziani e con tutti i problemi delle donne nella società di oggi dove la prevaricazione e il cinismo prendono il posto del rispetto per gli altri. Attorno alla sua famiglia, un vivaio di voci pullulanti di vita: l’amica del cuore Ambra, alla disperata ricerca di un posto al sole, la fedele compagna di classe della figlia, Amanda, il professor Galante rigido nei suoi segreti, la perfida Denise, Elvira col disperato tentativo di riacciuffare la gioventù svanita e tanti altri personaggi che con le loro storie di vita compongono un indimenticabile mosaico di colori. Lo stile ironico, che usa il paradosso per far ridere mentre denuncia riflessioni amare sulla società odierna in bilico verso il degrado culturale e sociale, vi farà leggere tutto d’un fiato un romanzo che si tinge anche di giallo per aggiungere suspense a una storia condita dalle note di una colonna sonora di qualità.