Società in arresto
La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società e il dubbio di vivere rettamente sia inutile
L’individuo e come paralizzato di fronte al muro dell’indifferenza che lo circonda, come se non avesse la forza di reagire, di opporsi a questa spirale di violenza e di degrado che lo attanaglia e lo precipita sempre di più in basso. Con il consueto tocco ironico-grottesco e surreale, che da sempre caratterizza la sua produzione artistica, Marco Iannaccone, ci presenta una carrellata di tipologia di reati: alcuni di essi nascono dall’esagerata ingerenza dei media nella nostra vita privata. Si può arrivare a delinquere, per assurdo, per essere stati esclusi da “X Factor” o per essere stati cancellati da “Facebook” o per non perdere l’ultima puntata del ” Grande Fratello” o addirittura macchiarsi di un reato gravissimo, qual e l’infanticidio, per rispondere alla chiamata di un cellulare! L’attenzione del fotografo, si fissa poi, sui reati connessi alla sempre più preoccupante e crescente crisi economica. Ecco quindi le foto segnaletiche del giovane disoccupato che commette un atroce delitto perché costretto a dover dipendere dalla paghetta della madre o legate a furti, estorsioni e spaccio di droga. Un forte impatto emotivo caratterizza anche le istantanee che riguardano l’omosessualità e i delitti contro la chiesa. L’omosessualità, complice la chiesa, e considerata ancora, nel terzo millennio un reato in molti paesi e la chiesa stessa si macchia di crimini e misfatti sentendosi protetta dalle mura di silenzio dei conventi. L’occhio ironico di Marco Iannaccone non risparmia eventi delittuosi; la donna continua ad essere considerata solo come angelo del focolare e come tale da schiavizzare da una società ancora, a dispetto di tutto, fortemente maschilista. “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società e il dubbio di vivere rettamente sia inutile” ( C. Alvaro) Società in arresto o arresto della società?