Sindrome di Saturno
Questa mostra fotografica presenta 25 immagini colme di malinconia, irrequietezza e disagio.
Secondo la teoria degli umori di Ippocrate, la malinconia, al pari del flemma, il sangue e la bile gialla, e una delle quattro sostanze che costituiscono l’uomo. Tali sostanze hanno origini e funzioni diverse e servono da pendant alla struttura delle cose che e essenzialmente e ripetutamente basata sul quattro, numero eminentemente sacro. Cosi come esistono quattro umori nel corpo, allo stesso modo l’universo e composto di quattro elementi e il tempo di quattro fasi. Ogni elemento e legato all’altro in un rapporto di corrispondenza. La malinconia si collega alla terra, all’autunno, e – per quanto riguarda le fasi della vita di un uomo – alla maturita. Nei corpi sani gli umori sono armoniosamente equilibrati, senza che la quantita d’uno superi quella dell’altro. Viceversa, nei corpi malati uno di questi e presente in quantita sproporzionata. Dall’eccesso di sangue nero nell’organismo deriva la malinconia, cosi come dall’eccesso di bile deriva un temperamento collerico. Lo scopo della medicina – sempre secondo Ippocrate e i suoi successori – e quello di stabilire quella corretta armonia tra gli umori che sola garantisce la condizione di salute. Se oggi la malinconia non e tra le malattie che piu destano timore, guai in quei tempi a sottovalutare il morbo. I malinconici di oggi potranno ritenersi fortunati al pensiero che per i loro progenitori quello stesso malessere era sinonimo dei piu crudeli disagi. Il malinconico era propriamente un folle e la sua medicina – catalogata fra le malattie della psiche – poteva avere le conseguenze piu nefaste. Eppure solo nel quattrocento italiano il malinconico ottiene la definitiva consacrazione. In quel periodo la concezione del genio umano diventa quasi indivisibile dall’influenza della malinconia. La malattia di Saturno – questo il suo pianeta tutelare – diventa il benefico segno di una preferenza degli astri. Da allora in poi l’essere nato con la malinconia in corpo sarà vanto di ogni artista. Nel suo autoritratto Dürer si dipinge con la mano sul fegato – sede della malinconia – ad indicare l’origine del suo genio. Nei suoi scatti Marco Iannaccone ha voluto riprendere delle giornate malinconiche che ha vissuto, giornate fatta di luoghi, atmosfere che trasmettono una certa sensazione di vuoto e mancanza di qualcosa o qualcuno. Sensazioni soggettive che hanno suscitato nell’artista un certo malessere. Si parte dalla prima foto che ritrae un letto sfatto di un addio, a foto di scenari uggiosi, ombre umane che corrono per raggiungere i posti di lavoro o i propri impegni quotidiani con fare isterico. Viene rappresentata l’inquietudine della malinconia in oggetti, paesaggi, persone. Un turbinio di immagini desolanti, tristi ed autunnali ma vere nel loro essere malinconicamente vive e reali.