Marco Iannaccone / Scarlet Lovejoy

Santità metropolitane

L'idea di questa mostra fotografica e nata in maniera quasi fortuita.

Marco Iannaccone si e sentito messo in croce e da questo malessere e nata la foto della sua crocifissione. In seguito, nei cassetti di una vecchia zia, l’artista ha incontrato le immaginette dei santini che aveva visto nella sua infanzia ed ha voluto riprodurre fotograficamente tali immagini rivisitandole in chiave moderna ed anche ironica. Ha volutamente dato molta importanza alla simbologia religiosa che si accompagna all’iconografia di santi e madonne e soprattutto ha voluto conservare l’ovale di luce entro il quale spiccano i loro volti. Ecco, quindi la presenza di croci stilizzate, le corone di spine della passione di Cristo, i gigli simbolo di purezza nella foto di santa Maria Goretti e via discorrendo. La matrice comune, tuttavia, delle immagini riprodotte e la rivisitazione moderna della vita dei santi e del loro martirio colti in un contesto di quotidianita e di problematiche attuali. Per esempio la madonna e ripresa fuori ad un balcone di un quartiere popolare di Napoli con strade piene di automobili; la pieta e rappresentata nella cucina della casa ( perchè tanti drammi familiari si consumano tra le pareti domestiche); la lettera di licenziamento di questo santo che non esiste: San Precario, in preda alla sua disperazione. Marco Iannaccone ha rappresentato nei suoi scatti i martiri violenti e dolorosi che i santi hanno subito, ma la sua interpretazione moderna si apre sulle nuove violenze quotidiane che subiamo noi tutti, soprattutto a livello psicologico, pur non essendo santi.

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