Pietas Morbis
L'arte è un rimedio per sconfiggere la malattia ed esorcizzarla
Ero mentalmente e caratterialmente lontano dalla “entità malattia”, rifiutavo la sola idea che un giorno potevo considerarmi “malato”, poi una notte, così, all’improvviso, il dramma, un evento che mi ha lasciato pietrificato e sgomento, un fardello più pesante ed ingombrante di un macigno…..quel sangue copioso, maleodorante, grumoso l’avevo espulso io dal mio corpo e non mi sembrava possibile che provenisse da me. Nel giro di pochi giorni, travolto dagli eventi che mi sembravano irreali, ho dovuto affrontare esami, indagini invasive, un devastante intervento chirurgico e successivamente un faticoso e debilitante percorso post-operatorio con il mio corpo che si trasformava giorno dopo giorno recando i segni delle cicatrici, del prolungato digiuno, della sofferenza e poi, in ultimo, la dura sentenza di dovermi sottoporre a molti cicli di chemioterapia. La mia giornata è ormai scandita dal protocollo delle flebo, delle tante compresse, dal corpo a corpo intrapreso contro le cellule tumorali e contro gli effetti collaterali dei tanti farmaci obbligato ad assumere; e dal doversi confrontare quotidianamente con le risposte anomale del proprio corpo e con l’incombente presenza di uno stato depressivo che è lì dietro l’angolo… Gli scatti dell’artista Marco Iannaccone Scarlet Lovejoy colgono magistralmente la drammaticità dell’evento, la sofferenza e la devastazione sul corpo e sul volto in un crescendo anche cronologico di accadimenti con la consapevolezza, comunque, che in momenti drammatici come questi la vicinanza, la presenza, l’affetto di una persona capace di accoglierti, di sostenerti, di abbracciarti sono capaci di rendere la sofferenza ed il disagio più sopportabili. S.E.P.